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Armi di distruzione di massa

Definizione che raggruppa strumenti bellici di offesa quali mine antiuomo, gas, armi chimiche e nucleari, bombe a grappolo, proiettili all'uranio impoverito. Si è trattato del fondamentale argomento invocato dall'amministrazione Bush per legittimare la guerra all'Iraq: dapprima delegittimando gli ispettori ONU e, infine, lanciando l'attacco senza aver ottenuto una nuova risoluzione ONU che in qualche modo lo "giustificasse" agli occhi dell'opinione pubblica mondiale. La gran bufala della grave minaccia irachena è stata tranquillamente ammessa dal governo USA a fine maggio 2003, come potete leggere qui di seguito, confrontando un articolo del 31/5/03 e uno del 21/2/03.

CasaBianca sott’accusa: "Bugie sulle armi proibite".

Proteste dopo l'intervista del numero due del Pentagono.
(Vanna Vannuccini, la Repubblica, 31 maggio 2003)

NEW YORK — Un'intervista indigna l'Europa: quella di Paul Wolfowitz a Vanity Fair, da cui risulta che le motivazioni date daWashington e Londra per l'invasione dell'Iraq non erano che un ammasso di bugie. Indignati anche i giornali americani: sia il New York Times che il LosAnge-les Times, nei loro commenti, segnalano l'impudenza delle dichiarazioni di Wolfowitz e si chiedono se l'influenza dei superfalchi sulla Casa Bianca non debba essere esaminata dal Congresso. «Abbiamo insistito sulle armi di distruzione di massa — ha detto Wolfowitz, il numero due del Pentagono— per motivi burocratici. Era il solo argomento su cui tutti potevano essere d'accordo con noi».Il motivo vero, mai dichiarato, era che «il rovesciamento di Saddam avrebbe permesso agli americani di ridurre il peso della presenza in Arabia Saudita». Cosi si sarebbe ridotto il rischio di attentati di Al Qaeda in America.

Non che le rivelazioni abbiano sorpreso gli europei: non erano le cose che gli oppositori della guerra avevano sempre detto? Ma ha sconcertato l'impudenza. E ora che ve lo dico che fate? sembra ironizzare Wolfowitz. Qualcuno ha considerato le sue parole un "ballon d'essai" preventivo, visto che le armi non si trovano e Washington e Londra devono trovare a posteriori nuove ragioni per legittimare la guerra. Scrive Nicholas Kristof sul New York Times: «Nel giorno 71 della Caccia alle armi di distruzione di massa, ieri, nulla è stato trovato. Ma potremmo avere più fortuna cercando qualcosa di altrettanto allarmante: le prove sempre più manifeste che l'Amministrazione ha manipolato grossolamente l'intelligence su queste armi». «Il fallimento nel ritrovamento delle armi ci è stato descritto come un errore di intelligence senza dirci quante pressioni siano state esercitate sulle agenzie di intelligence perché dicessero quello che Bush e Blair volevano sentire» osserva anche Paul Krugman, che paragonal'invasione dell'Iraq al film Wag the Dog, in cui un presidente americano va in guerra per vincere a casa le elezioni. «Neppure Washington credeva alla minaccia di Saddam» ribadisce da Londra RobinCook, che si era dimesso per protesta prima dell'inizio della guerra. Una cosa che Camera e Senato dovranno esaminare — chiede infine il Los Angeles Times — è l'influenza esercitata sul presidente dall'unità speciale di intelligence creata da Wolfowitz.Mentre la ricostruzione in Iraq resta al punto zero, i soldati americani continuano a morire, e il Pentagono manda riforzi e ordina alla Terza Divisione Fanteria di rimanere a Bagdad, lo scetticismo comincia a farsi sentire anche negli Stati Uniti. Ma il Pentagono va avanti tranquillo, come dimostra l'intervista di Wolfowitz. La prossima tappa, ci ripete ogni giorno Donaid Rumsfeld, sarà l'Iran.

Iraq, "Non ci sono armi di distruzione di massa".

Lo afferma Blix, il capo degli ispettori Onu che critica però "vuoti d'inventario" delle armi proibite. Attesa per il discorso del ministro Usa Powell all'Onu.
(5 Febbraio 2003 15:02)

Un'affermazione chiara sull'esito delle ispezioni Onu in territorio iracheno: "Non abbiamo trovato nessuna arma di distruzione di massa in Iraq".

Lo ha detto Hans Blix, il capo degli ispettori dell'Onu, in un'intervista che apparirà domani sul quotidiano internazionale arabo Al-hayat e di cui il giornale ha anticipato oggi alcuni brani.

Un' affermazione di rilievo quella del capo degli ispettori se si considera che le cancellerie diplomatiche di tutto il mondo sono in attesa del discorso del ministro degli esteri Colin Powell che dovrebbe invece dimostrare l’esistenza in territorio iracheno di basi nucleari illegittime secondo le risoluzioni internazionali.

Blix, comunque, esprime preoccupazione per quelli che definisce dei "vuoti" nell'inventario delle armi proibite presentato da Baghdad lo scorso 7 dicembre "che potrebbero indicare che (in Iraq) ci possa essere ancora qualche cosa, e questa possibilità non può essere esclusa".

Powell, secondo quanto riferito da media occidentali, dovrebbe parlare anche dei trasferimenti di materiali proibiti da un posto all'altro effettuati dagli iracheni per nasconderli alle ricerche degli ispettori dell'Onu. Blix ha detto di non aver prove che tali trasferimenti "siano realmente avvenuti da alcun sito" ed ha aggiunto: "Non credo che ciò' sia vero".

Nel corso dell'intervista, Blix ripete inoltre le richieste da lui avanzate - insieme con il direttore dell'aiea Mohammed el Baradei - al regime di Baghdad, ovvero di consentire che gli scienziati iracheni coinvolti nei programmi di armamento siano interrogati in privato o fuori del paese e di permettere agli aerei spia u-2 di sorvolare il territorio iracheno per fornire le prove che dimostrino che in Iraq non vi sono effettivamente piu' armi di distruzione di massa.

Problemi per la Casa Bianca sempre più convinta della necessità di un intervento militare arrivano anche dall’alleata Gran Bretagna: un servizio della Bbc ha citato documenti segreti dei servizi segreti secondo i quali in passato ci sono stati contatti fra il regime iracheno e Al Qaeda, ma i rapporti sono andati subito a picco per sfiducia ed incompatibilità ideologica. La rivelazione giornalistica appare in contrasto con le teorie esposte in questi giorni dal primo ministro Tony Blair e dal ministro degli esteri Jack Straw.

In Germania il ministro degli esteri Joschka Fischer, si è detto fiducioso che Saddam Hussein potrà essere disarmato senza bisogno di un intervento militare. "vediamo una buona possibilita' di raggiungere gli obiettivi della risoluzione 1441 senza un ricorso alla violenza - ha spiegato il capo della diplomazia tedesca - gli ispettori hanno bisogno di tempo e dobbiamo considerare i rischi di un'azione militare".