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Un rap per gli MDGs

venerdì, 23 aprile 2010

Eh cari, a me questo rap fa venire la pelle d’oca!
Bravo Marco (Mixup).
E’ incredibile, più lo sento e più mi domando come tu abbia fatto a trasformare in modo così poetico un testo così arido.
Ecco gli 8 Obiettivi di Sviluppo del Millennio:
1. Sradicare la povertà estrema e la fame
2. Garantire l’educazione primaria universale
3. Promuovere la parità dei sessi e l’autonomia delle donne
4. Ridurre la mortalità infantile
5. Migliorare la salute materna
6. Combattere l’HIV/AIDS, la malaria ed altre malattie
7. Garantire la sostenibilità ambientale
8. Sviluppare un partenariato mondiale per lo sviluppo

il Prof.

 
icon for podpress  Un rap per gli Otto Obiettivi del Millennio [ 3:21m]: Play Now | Play in Popup | Download

Viaggio d’istruzione a L’Aquila

giovedì, 11 marzo 2010

VIAGGIO DI ISTRUZIONE A L’AQUILA

  1. 5 Aprile 2010. Partenza ore 12 Milano Itsos Albe Steiner

Arrivo a L’Aquila ore 23 circa

Partecipazione alla fiaccolata per l’anniversario del terremoto.
Dalle ore 3 e 30 alle ore 9.00 pernottamento a L’Aquila con sacco a pelo.


2.  6 Aprile 2010. Ore 9 e 30: partecipazione a manifestazioni di solidarietà con gli studenti aquilani.

Pranzo a sacco. Visita alla cittadina di Onna

Ore 17 e 30. Albergo a Sulmona, (Villa Giovina: Via di Villa Giovina, 38 – 67037 – Bagnaturo di Pratola Peligna tel/fax: 0864.251746 e-mail: info@villagiovina.it) cena e pernottamento.


3.  7 Aprile 2010. Ore 9 Colazione presso albergo

In giornata visita con interviste e riprese cinematografiche e fotografiche agli insediamenti del progetto C.A.S.E.:
Dal sito della Protezione Civile Italiana.

Dove. Le C.A.S.E. sorgono su 19 aree: Arischia, Assergi 2, Bazzano, Camarda, Cese di Preturo, Collebrincioni, Coppito 2, Coppito 3, Gignano, Paganica 2, Paganica sud, Pagliare, Roio 2, Roio Poggio, Sant’Antonio, Sant’Elia 1, Sant’Elia 2, Sassa, Tempera.
Le consegne delle C.A.S.E. Le prime consegne sono iniziate il 29 settembre, gli edifici sono stati completati il 19 febbraio 2010 e stanno per concludersi le consegne degli appartamenti alle famiglie.
Quante sono le C.A.S.E. 185 edifici, per un totale di circa 4.500 appartamenti che ospiteranno oltre 17.000 persone.
Come sono. Antisismici e progettati con i più avanzati criteri di sostenibilità, gli edifici sono costruiti con vari materiali dal calcestruzzo al legno lamellare.

e del M.A.P. della Protezione Civile:

Dal sito della Protezione Civile Italiana.

Per chi. I Map, moduli abitativi provvisori, ospitano le persone che hanno la casa distrutta o inagibile nei Comuni abruzzesi colpiti dal terremoto. I Map potranno accogliere oltre 6.000 persone. Sono previsti anche per gli abitanti delle frazioni de L’Aquila con casa E, F o in “zona rossa”.  
Dove. I moduli sono in via di installazione nei Comuni del “cratere sismico”, con l’aggiunta di cinque Comuni fuori dal cratere. Questi i Comuni:
Acciano, Aielli, Arsita, Barete, Barisciano, Brittoli, Bugnara, Bussi sul Tirino, Cagnano Amiterno, Campostosto, Capestrano, Capitignano, Caporciano, Carapelle Calvisio, Castel di Ieri, Castelli, Castelvecchio Calvisio, Castelvecchio Subequo, Collarmele, Cortino, Crognaleto, Civitella Casanova, Cugnoli, Fagnano Alto, Fontecchio, Fossa, Goriano Sicoli, Isola Gran Sasso, Lucoli, Montebello di Bertona, Montereale, Navelli, Montorio al Vomano, Ocre, Pietracamela, Pizzoli, Poggio Picenze, Popoli, Rocca di Cambio, Rocca di Mezzo, Prata d’Ansidonia, San Benedetto in Perillis, San Pio delle Camere, Sant’Eusanio Forconese, San Demetrio, Santo Stefano di Sessanio, Scoppito, Secinaro, Tione degli Abruzzi, Tornimparte, Tossicia, Villa Sant’Angelo, Vittorito.
Sono in via di costruzione anche nel Comune dell’Aquila, per far fronte alle richieste emerse nella rilevazione sul fabbisogno abitativo.
Quanti Map. Sono circa 2.200 i  moduli abitativi previsti nei Comuni abruzzesi. Altri 1.200 moduli sono previsti a L’Aquila.
Come sono. Resistenti e sicuri, di varie metrature a seconda delle caratteristiche del nucleo familiare. In alcuni casi sono costruiti in legno massello, cioè naturale, in altri hanno strutture con pannelli coibentati.

Ore 18 rientro in albergo, cena e pernottamento.

4.  8 Aprile 2010. Ore 9 colazione. Mattina visita a Sulmona.
Ore 12 pranzo a sacco, ore 14 partenza per Milano.

Arrivo a scuola a Milano previsto per le ore 23 circa.

Perchè la musica completa un’immagine

venerdì, 16 ottobre 2009

Quando il cinema era muto, a parlare era la musica. Con la colonna sonora si sottolineava il pathos di un momento drammatico oppure si illanguidiva la platea durante una scena d’amore… In realtà, agli albori del cinema, all’inizio del secolo scorso, l’intenzione di chi pensava le musiche per i film non era emozionare la platea. Al contrario, la musica fu introdotta per uno scopo molto prosaico: coprire i rumoracci dei proiettori…
Poi arrivarono i film con il sonoro. A questo punto veramente non c’era più bisogno di un pianista in ogni sala cinematografica e non c’era nemmeno più la necessità di sottolineare con le note che una scena si stava facendo inquietante, perchè poteva dirlo il sinistro cigolio di una porta. Ma la musica acquistò un posto d’onore e diventò parte integrante del film.
A capire per primo la sua importanza fu il regista sovietico Sergej Michajlovič Ejzenštejn. Ritenendo che il pubblico fosse contemporaneamente osservatore e ascoltatore e che incorporasse immagini e suoni nello stesso momento, fondendoli in un’unica sensazione, l’autore di La corazzata Potëmkin decise che, così come si montavano le immagini di un film, andavano montati anche i suoni.
Fu così che nacquero le colonne sonore: un genere musicale a sè, del tutto diverso dalle composizioni musicali tradizionali. Un compositore di colonne sonore deve seguire la storia scritta da un altro. Spesso, il risultato è che la colonna sonora non ha molto senso alle orecchie di chi non ha visto il film, perchè la musica nasce come supporto alle immagini ed è pensata per accompagnare informazioni visive. E’ una colonna sonora appunto: un sostegno musicale alle immagini. Facciamo un esempio. Una ragazza fa una bella doccia rilassante dopo aver guidato a lungo. Dietro la tenda della doccia appare un’ombra: forse suo marito che le porge l’asciugamano. Potrebbe essere davvero qualunque cosa ma, se aggiungiamo come elemento sonoro una serie di insistenti colpi di violino, allora quel qualcosa “diventa” Norman Bates e sappiamo che la ragazza sta per fare una brutta fine. Chi conosce Psycho non può dimenticare questa scena, di certo anche per la sua colonna sonora. ..
Per chi fa cinema, insomma, la musica è un’indispensabile leva emotiva. E’ uno strumento capace di amplificare i sentimenti del pubblico e di dare un senso particolare alle scene, tanto è vero che gli stessi dieci minuti di un film, accompagnati da colonne sonore diverse, danno sensazioni molto variabili e gli spettatori si preparano a un finale lieto o tragico a seconda di che cosa suggerisce loro la musica…
(S. Bencivelli, Perchè ci piace la musica, Sironi editore)

Qualcuno si è divertito a dimostrare come rovinare un film con la colonna sonora sbagliata:
Shining o Ritorno al futuro, ad esempio.

Twitter: è solo l’ultima moda lanciata nel web?

giovedì, 17 settembre 2009

TWITTER DI GOVERNO

“Template Twitter Strategy for Government Departments”: si chiama così la guida pubblicata online che il governo britannico ha preparato per i suoi dipendenti. Vista la popolarità e l’efficacia di Twitter, l’esecutivo d’Oltremanica ha deciso di incitare chi lavora nei ministeri a usare la popolare piattaforma di microblogging. Per fare cosa? Per comunicare in maniera migliore con i cittadini. L’uso non è obbligatorio, ma è previsto nei casi in cui l’amministrazone debba comunicare un fatto “importante” (come la modifica di un regolamento o un evento).
Intanto in Italia aspettiamo che la banda larga venga diffusa su tutto il territorio, agevolando così il lavoro della Pubblica Amministrazione…

Per saperne di più su twitter:
http://www.internazionale.it/home/?p=2701
http://www.internazionale.it/home/?p=2153

http://www.internazionale.it/home/?p=2061

Persuadere con il web

giovedì, 17 settembre 2009

LA PACE NEL MONDO? SUL WEB

B.J. Fogg è il direttore del Persuasive Technology Lab di Stanford ed è stato nominato da Fortune uno dei “dieci guru che tutti dovrebbero conoscere”. Studia e insegna l’influenza dei computer e del web sui comportamenti umani, la psicologia di Facebook e il futuro della persuasione attraverso i telefonini. Ritiene che Facebook e Twitter abbiano introdotto la “persuasione interpersonale di massa” e porta ad esempio un evento occorso su Facebook nel 2007; dice infatti che alcuni amici avevano aderito a un gruppo di sostegno alla lotta dei monaci birmani e che in pochi giorni il gruppo si era gonfiato a dismisura convincendo migliaia di persone a raccogliere informazioni, organizzare azioni di solidarietà, donare tempo e denaro. “Perché funziona?”, gli chiediamo. “Le richieste arrivano da persone amiche, dunque sono credibili. Il processo di persuasione sui social network è automatico, rapidissimo e misurabile”.
Il suo innato ottimismo lo porta ad escludere che il potere di persuasione di siti gestiti da grandi aziende multinazionali come la News Corp di Rupert Murdoch e Google possa essere pericoloso e manipolato a scopi negativi, anzi nella pagina del progetto Peace Innovation di Stanford annuncia che il web porterà la pace del mondo entro 30 anni. Dice infatti che la pace è già presente in molti individui e comunità e che il web può aiutare a distribuirla su larga scala. Dunque sta elaborando una “scienza della pace”? – gli chiediamo. “Sbaglierò, ma non credo sia impossibile. E’ il bello di vivere a Silicon Valley, rischi e impari dagli errori. Poi pensi come cambieranno le cose tra qualche generazione: gli attuali leader politici saranno rimpiazzati da individui con una visione diversa del mondo, su Facebook avranno una rete di amici con ramificazioni negli Stati Uniti, Europa, Asia e Medio Oriente. Saranno abituati al confronto. Una bella differenza no?”
Gli obiettiamo che su Facebook tanti gruppi languono perché nessuno partecipa. “Spesso non seguono le regole base della persuasione. La regola numero uno è definire con chiarezza il comportamento che vogliamo influenzare. La numero due è proporre cambiamenti che non richiedono troppi sforzi. Chiedere a qualcuno di fare yoga tutti i giorni per ridurre lo stress è un obiettivo fuori portata, maglio partire da 20 secondi di stretching. Google era un semplice motore di ricerca, Facebook un network riservato a pochi amici. L’espansione è venuta dopo, a piccoli passi. La regola numero tre è trovare lo stimolo giusto: un sms può ricordarci che è ora di fare 20 secondi di allungamento….”
(Adattamento da Miriam Pola intervista B.J. Fogg, “Repubblica” – 12/10/2009)

Globalizzazione …

sabato, 25 luglio 2009

YES WE CAMP

mercoledì, 8 luglio 2009

Lettera aperta al cardinale Bagnasco

domenica, 28 giugno 2009
Don Paolo Farinella, lauree in Teologia Biblica e Scienze Bibliche e archeologiche. Ha studiato lingue orientali all’Università di Gerusalemme: ebraico, aramaico, greco. I suoi ultimi libri: “Bibbia, parole,segreti, misteri” e “Ritorno all’antica Messa “, sempre editore Gabrielli.

Lettera aperta al cardinale Bagnasco

Egregio sig. Cardinale,

viviamo nella stessa città e apparteniamo alla stessa Chiesa: lei vescovo, io prete. Lei è anche capo dei vescovi italiani, dividendosi al 50% tra Genova e Roma. A Genova si dice che lei è poco presente alla vita della diocesi e probabilmente a Roma diranno lo stesso in senso inverso. E’ il  destino dei commessi viaggiatori e dei cardinali a percentuale. Con questo documento pubblico, mi rivolgo al 50% del cardinale che fa il Presidente della Cei, ma anche al 50% del cardinale che fa il vescovo di Genova perché  le scelte del primo interessano per caduta diretta il popolo della sua  città.

Ho letto la sua prolusione alla 59a assemblea generale della Cei (24-29 maggio 2009) e anche la sua conferenza stampa del 29 maggio 2009. Mi ha  colpito la delicatezza, quasi il fastidio con cui ha trattato – o meglio non  ha trattato – la questione morale (o immorale?) che investe il nostro Paese a causa dei comportamenti del presidente del consiglio, ormai dimostrati in  modo inequivocabile:frequentazione abituale di minorenni, spergiuro sui figli, uso della falsità come strumento di governo, pianificazione della  bugia sui mass media sotto controllo, calunnia come lotta politica. Lei e il segretario della Cei avete stemperato le parole fino a diluirle in brodino bevibile anche dalle novizie di un convento. Eppure le accuse sono gravi e le fonti certe: la moglie accusa pubblicamente il marito presidente del consiglio di «frequentare minorenni», dichiara che deve essere trattato «come un malato», lo descrive come il «drago al quale vanno offerte vergini in sacrificio». Le interviste pubblicate da un solo (sic!) quotidiano italiano nel deserto dell’omertà di tutti gli altri e da quasi tutta la  stampa estera, hanno confermato, oltre ogni dubbio, che il presidente del consiglio ha mentito spudoratamente alla Nazione e continua a mentire sui suoi processi giudiziari, sull’inazione del suo governo e sulla sua pedofilia. Una sentenza di tribunale di 1° grado ha certificato che egli è corruttore di testimoni chiamati in giudizio e usa la bugia come strumento ordinario di vita e di governo. Eppure si fa vanto della morale cattolica: Dio, Patria, Famiglia. In una tv compiacente ha trasformato in suo privato in un affaire pubblico per utilizzarlo a scopi elettorali, senza alcun ritegno etico e istituzionale.

Lei, sig. Cardinale, presenta il magistero dei vescovi (e del papa) come garante della Morale, centrata sulla persona e sui valori della famiglia, eppure né lei né i vescovi avete detto una parola inequivocabile su un uomo,  capo del governo, che ha portato il nostro popolo al livello più basso del  degrado morale, valorizzando gli istinti di seduzione, di forza/furbizia e di egoismo individuale. I vescovi assistono allo sfacelo morale del Paese ciechi e muti, afoni, sepolti in una cortina di incenso che impedisce loro di vedere la «verità» che è la nuda «realtà». Il vostro atteggiamento è recidivo perché avete usato lo stesso innocuo linguaggio con i respingimenti degli immigrati in violazione di tutti i dettami del diritto e dell’Etica e della Dottrina sociale della Chiesa cattolica, con cui il governo è solito fare i gargarismi a vostro compiacimento e per vostra presa in giro. Avete fatto il diavolo a quattro contro le convivenze (Dico) e le tutele annesse, avete fatto fallire un referendum in nome dei supremi «principi non negoziabili» e ora non avete altro da dire se non che le vostre paroline sono «per tutti», cioè per nessuno Il popolo credente e diversamente credente si divide in due categorie: i disorientati e i rassegnati. I primi non capiscono perché non avete lesinato bacchettate all’integerrimo e cattolico praticante, Prof. Romano Prodi, mentre assolvete ogni immoralità di Berlusconi. Non date forse un’assoluzione previa, quando vi sforzate di precisare che in campo etico voi «parlate per  tutti»? Questa espressione vuota vi permette di non nominare individualmente alcuno e di salvare la capra della morale generica (cioè l’immoralità) e i cavoli degli interessi cospicui in cui siete coinvolti: nella stessa intervista lei ha avanzato la richiesta di maggiori finanziamenti per le scuole private, ponendo da sé in relazione i due fatti. E’forse un avvertimento che se non arrivano i finanziamenti, voi siete già pronti a scaricare il governo e l’attuale maggioranza che sta in piedi in forza del voto dei cattolici atei?

Molti cominciano a lasciare la Chiesa e a devolvere l’8xmille ad altre confessioni religiose: lei sicuramente sa che le offerte alla Chiesa cattolica continuano a diminuire; deve, però, sapere che è una conseguenza diretta dell’inesistente magistero della Cei che ha mutato la profezia in diplomazia e la verità in servilismo.
I cattolici rassegnati stanno ancora peggio perché concludono che se i vescovi non condannano Berlusconi e il berlusconismo, significa che non è grave e passano sopra all’accusa di pedofilia, stili di vita sessuale con harem incorporato, metodo di governo fondato sulla falsità, sulla bugia e  sull’odio dell’avversario pur di vincere a tutti i costi. I cattolici lo  votano e le donne cattoliche stravedono per un modello di corruttela, le cui  tv e giornali senza scrupoli deformano moralmente il nostro popolo con  «modelli televisivi» ignobili, rissosi e immorali.

Agli occhi della nostra gente voi, vescovi taciturni, siete corresponsabili  e complici, sia che tacciate sia che, ancora più grave, tentiate di sminuire la portata delle responsabilità personali. Il popolo ha codificato questo reato con il detto: è tanto ladro chi ruba quanto chi para il sacco. Perché  parate il sacco a Berlusconi e alla sua sconcia maggioranza? Perché non alzate la voce per dire che il nostro popolo è un popolo drogato dalla tv, al 50% di proprietà personale e per l’altro 50% sotto l’influenza diretta del presidente del consiglio? Perché non dite una parola sul conflitto d’interessi che sta schiacciando la legalità e i fondamentali etici del nostro Paese? Perché continuate a fornicare con un uomo immorale che predica i valori  cattolici della famiglia e poi divorzia, si risposa, divorzia ancora e si circonda di minorenni per sollazzare la sua senile svirilità? Perché non dite che con uomini simili non avete nulla da spartire come credenti, come pastori e come garanti della morale cattolica? Perché non lo avete sconfessato quando ha respinto gli immigrati, consegnandoli a morte certa?  Non è lo stesso uomo che ha fatto un decreto per salvare ad ogni costo la vita vegetale di Eluana Englaro? Non siete voi gli stessi che difendete la vita «dal suo sorgere fino al suo concludersi naturale»? La vita dei neri  vale meno di quella di una bianca? Fino a questo punto siete stati contaminati dall’eresia della Lega e del berlusconismo? Perché non dite che i cattolici che lo sostengono in qualsiasi modo, sono corresponsabili e complici dei suoi delitti che anche l’etica naturale condanna? Come sono lontani i tempi di Sant’Ambrogio che nel 390 impedì a Teodosio di entrare nel duomo di Milano perché «anche l’imperatore é nella Chiesa, non al disopra della Chiesa». Voi onorate un vitello d’oro. Io e, mi creda, molti altri credenti pensiamo che lei e i vescovi avete perduto la vostra autorità e avete rinnegato il vostro magistero perché agite per interesse e non per verità. Per opportunismo, non per vangelo. Un governo dissipatore e una maggioranza, schiavi di un padrone che dispone di ingenti capitali provenienti da «mammona iniquitatis», si è reso disposto a saldarvi qualsiasi richiesta economica in base al principio che ogni uomo e istituzione hanno il loro prezzo. La promessa prevede il vostro silenzio che – è il caso di dirlo – è un silenzio d’oro? Quando il vostro silenzio non regge l’evidenza dell’ignominia dei fatti, voi, da esperti, pesate le parole e parlate a suocera perché nuora intenda, ma senza disturbarla troppo: «troncare, sopire … sopire, troncare».

Sig. Cardinale, ricorda il conte zio dei Promessi Sposi? «Veda vostra paternità; son cose, come io le dicevo, da finirsi tra di noi, da seppellirsi qui, cose che a rimestarle troppo … si fa peggio. Lei sa cosa segue: quest’urti, queste picche, principiano talvolta da una bagattella, e vanno avanti, vanno avanti… A voler trovarne il fondo, o non se ne viene a capo, o vengon fuori cent’altri imbrogli. Sopire, troncare, padre molto reverendo: troncare, sopire» (A. Manzoni, Promessi Sposi, cap. IX).

Dobbiamo pensare che le accuse di pedofilia al presidente del consiglio e le bugie provate al Paese siano una «bagatella» per il cui perdono bastano «cinque Pater, Ave e Gloria»? La situazione è stata descritta in modo feroce e offensivo per voi dall’ex presidente della Repubblica, Francesco Cossiga, che voi non avete smentito: «Alla Chiesa molto importa dei comportamenti privati. Ma tra un devoto monogamo [leggi: Prodi] che contesta certe sue direttive e uno sciupa femmine che invece dà una mano concreta, la Chiesa dice bravo allo sciupa femmine. Ecclesia casta et meretrix» (La Stampa,  8-5-2009). Mi permetta di richiamare alla sua memoria, un passo di un Padre della Chiesa, l’integerrimo sant’Ilario di Poitier, che già nel sec. IV metteva in guardia dalle lusinghe e dai regali dell’imperatore Costanzo, il Berlusconi  cesarista di turno: «Noi non abbiamo più un imperatore anticristiano che ci  perseguita, ma dobbiamo lottare contro un persecutore ancora più insidioso,  un nemico che lusinga; non ci flagella la schiena ma ci accarezza il ventre;  non ci confisca i beni (dandoci così la vita), ma ci arricchisce per darci la morte; non ci spinge verso la libertà mettendoci in carcere, ma verso la schiavitù invitandoci e onorandoci nel palazzo; non ci colpisce il corpo, ma prende possesso del cuore; non ci taglia la testa con la spada, ma ci uccide l’anima con il denaro» (Ilario di Poitiers, Contro l’imperatore Costanzo 5).

Egregio sig. Cardinale, in nome di quel Dio che lei dice di rappresentare, ci dia un saggio di profezia, un sussurro di vangelo, un lampo estivo di coerenza di fede e di credibilità. Se non può farlo il 50% di pertinenza del  presidente della Cei «per interessi superiori», lo faccia almeno il 50% di competenza del vescovo di una città dove tanta, tantissima gente si sta allontanando dalla vita della Chiesa a motivo della morale elastica dei  vescovi italiani, basata sul principio di opportunismo che è la negazione della verità e del tessuto connettivo della convivenza civile. Lei ha parlato di «emergenza educativa» che è anche il tema proposto per il prossimo decennio e si è lamentato dei «modelli negativi della tv». Suppongo che lei sappia che le tv non nascono sotto l’arco di Tito, ma hanno un  proprietario che è capo del governo e nella duplice veste condiziona programmi, pubblicità, economia, modelli e stili di vita, etica e  comportamenti dei giovani ai quali non sa offrire altro che la prospettiva del «velinismo» o in subordine di parlamentare alle dirette dipendenze del capo che elargisce posti al parlamento come premi di fedeltà a chi si dimostra più servizievole, specialmente se donne. Dicono le cronache che il  sultano abbia gongolato di fronte alla sua reazione perché temeva peggio e, se lo dice lui che è un esperto, possiamo credergli. Ora con la benedizione  del vostro solletico, può continuare nella sua lasciva intraprendenza e  nella tratta delle minorenni da immolare sull’altare del tempio del suo  narcisismo paranoico, a beneficio del paese di Berlusconistan, come la stampa inglese ha definito l’Italia.

Egregio sig. Cardinale, possiamo sperare ancora che i vescovi esercitino il  servizio della loro autorità con autorevolezza, senza alchimie a copertura dei ricchi potenti e a danno della limpidezza delle verità come insegna Giovanni Battista che all’Erode di turno grida senza paura per la sua stessa vita: «Non licet»? Al Precursore la sua parola di condanna costò la vita,  mentre a voi il vostro «tacere» porta fortuna.

In attesa di un suo riscontro porgo distinti saluti.

Genova 31 maggio 2009                                Paolo Farinella, prete

La Prima G alla mostra di Federico Patellani

mercoledì, 10 giugno 2009

Obama vola alto … molto alto!

lunedì, 8 giugno 2009

Obama speech in Cairo. Italian translation by Lorenzo Balzi –

Sono onorato di essere nella città senza tempo del Cairo, e di essere ospitato da due grandi istituzioni. Per oltre un secolo, Al-Azhar è stato come un faro dell’istruzione islamica, e per oltre cento anni, l’Università del Cairo è stata una fonte dell’avanzamento dell’Egitto. Insieme, rappresentano l’armonia tra tradizione e progresso.
Sono molto orgoglioso della vostra ospitalità, e dell’ospitalità del popolo egiziano. Sono anche molto orgoglioso di portale con me il buon volere del popolo americano, e speranza di pace dalla comunità musulmana nel mio Paese: assalaamu alaykum.
Ci incontriamo in tempi di tensione tra gli Stati Uniti e i Musulmani in giro per il Mondo – tensione radicata con gran forza che va al di là di ogni dibattito politico attuale. La relazione tra Islam e l’Occidente include secoli di co-esistenza e di cooperazione, ma anche conflitti e guerre religiose. Più recentemente, la tensione è stata fomentata dal colonialismo che nega diritti ed opportunità a molti musulmani, e una guerra fredda nella quale i paesi a maggioranza musulmana sono troppo spesso trattati come deleghe (?) senza riguardi per le loro aspirazioni. Inoltre, il cambiamento portato dalla modernizzazione e dalla globalizzazione ha portato molti musulmani a guardare l’Occidente come ostile alle tradizioni Islamiche.
Violenti estremisti hanno sfruttato queste tensioni in piccole ma potenti minoranze di Musulmani. Gli attacchi dell’11 Settembre 2001 e i continui tentativi di questi estremisti di attaccare con violenza i civili ha portato molti nel mio Paese a vedere nell’Islam un’ostilità inevitabile non solo contro l’America e molti paesi occidentali, ma anche contro i diritti umani. Questo ha portato molta paura e diffidenza.

Delara Darabi è stata giustiziata.

domenica, 3 maggio 2009

Mostra fotografica Robert Capa 1°G ITSOS Albe Steiner

martedì, 21 aprile 2009

La prima G dell’ Istituto di Comunicazioni Multimediali ITSOS Albe Steiner visita la mostra fotografica allo Spazio Forma di Milano.

Storia della fotografia sul web: Photomuse.org

domenica, 19 aprile 2009

Photomuse vive solo nel web e si propone come strumento di studio  e di ricerca intorno alla fotografia.

Il sito è suddiviso in quattro sezioni  “About”, “Search”,”Chronology” ed”Exhibitions” e, nonostante non tutti gli strumenti di ricerca interna siano al momento funzionanti,  è di facile navigazione ed utilizzo. Le sezione nominata “Chronology” è quella maggiormente degna di nota.  In questa pagina la storia della fotografia è organizzata in decadi (dal 1830- 1839 fino al 2000-2006). Cliccando sulla cornice temporale desiderata si apre una finestra in cui è possibile visualizzare per ogni anno di quel determinato decennio avvenimenti sul piano fotografico,  politico e sociale. Questa organizzazione del contenuto aiuta ad inserire la storia della fotografia nel contesto politico e sociale in cui i soggetti dell’epoca operavano e, benché piuttosto schematica, costituisce un importante spunto  riflessivo per ulteriori indagini ed approfondimenti.

La sezione “Exhibitions”  contiene invece immagini ed informazioni sulle mostre organizzate congiuntamente  nel tempo dall’ International Center of Photography e dalla George Eastman House e svolge per questo la doppia fuzione di archivio delle iniziative nate dalla collaborazione tra le due istituzoni e di spazio espositivo vero e proprio. Da rilevare che per alcune esposizioni è disponibile la brochure della mostra con ricchi riferimenti bibliografici.

www.photomuse.org

Bruna Orlandi

Vergogna, vergogna e ancora vergogna!

venerdì, 10 aprile 2009

Care ragazze e cari ragazzi, non commento, ma credo che per chi si dovrà occupare di comunicazione questi siano esempi da non prendere in considerazione.

Parole di PACE

domenica, 22 marzo 2009

Care ragazze e cari ragazzi, ancora una volta Obama … ci sorprende.
Con questo discorso il Presidente degli Stati Uniti segna una svolta nelle relazioni con il popolo e con i leader dell’Iran. Importante sia il riferimento (per la prima volta nella storia delle relazioni tra i due Paesi) alla Repubblica islamica dell’Iran che alla riconosciuta “grande e celebrata” cultura iraniana – per intenderci di quella cultura che discende dalla antica civiltà persiana – anche attraverso il riferimento a Saadi, uno dei maggiori poeti della letteratura persiana dell’età islamica classica.

Oggi vorrei estendere i miei migliori auguri a coloro che celebrano il Nowruz in tutto il mondo. Questa festività è un rito antico e un momento di rinnovamento, e mi auguro che tutti voi possiate godervi questo particolare periodo dell’anno con gli amici e la famiglia. In particolare, vorrei parlare direttamente al popolo e al leader della Repubblica islamica d’Iran.
Nowruz è solo una parte della vostra grande e celebrata cultura. Nel corso di molti secoli, la vostra arte, la musica, la letteratura e l’innovazione hanno reso il mondo migliore e più bello. Qui negli Stati Uniti, la nostra comunità è migliorata grazie al contributo degli iraniani americani. Sappiamo che siete una grande civiltà, e il vostro operato vi ha fatto meritate il rispetto degli Stati Uniti e del mondo. Per quasi tre decenni le relazioni tra le nostre nazioni sono state tese.

Ma questa festa ci obbliga a ricordare ciò che ci unisce. Ad esempio, voi celebrate il vostro Capodanno in modo molto simile a come lo fanno gli americani: vi raccogliete con gli amici e la famiglia, vi scambiate doni e storie, guardando al futuro con un rinnovato senso di speranza. E’ con queste celebrazioni che si trova la promessa di un nuovo giorno, la speranza di nuove opportunità per i nostri figli, di sicurezza per le nostre famiglie, di progresso per la nostra comunità e di pace tra le nazioni. Queste sono speranze condivise, questi sono sogni comuni.

Quindi, in questa stagione di nuovi inizi, vorrei parlare chiaramente ai leader iraniani. Ci sono profonde differenze che si sono sviluppate nel corso del tempo. La mia amministrazione è ora impegnata nella diplomazia, l’obiettivo è di affrontare l’intera gamma di questioni di fronte a noi, e perseguire legami costruttivi tra Stati Uniti, Iran e comunità internazionale.

Questo processo non può essere anticipato da minacce. Cerchiamo invece l’impegno, che è onesto e fondato sul rispetto reciproco. Anche voi avete un’opportunità. Gli Stati Uniti vogliono che la Repubblica islamica di Iran assuma il posto che le spetta nella comunità delle nazioni. Voi ne avete diritto, ma tutto deve essere accompagnato da vere responsabilità, e ciò non può essere raggiunto attraverso il terrore o le armi, ma piuttosto attraverso azioni pacifiche che dimostrino la vera grandezza del popolo iraniano e della vostra civiltà. E la misura della grandezza non è la capacità di distruggere, bensì la vostra dimostrata capacità di costruire e creare.

Quindi, in occasione del vostro nuovo anno, vorrei che voi, popolo e leader iraniani, comprendiate quale futuro stiamo perseguendo. Si tratta di un futuro con rinnovati scambi tra la nostra gente, e una maggiore opportunità di partnership e commercio. E’ un futuro in cui le vecchie divisioni sono superate, e dove tutti i vicini di casa e il resto del mondo possano vivere in una maggiore sicurezza e una maggiore pace. So che questo non potrà essere raggiunto facilmente.

Alcuni insistono sul fatto che noi siamo definiti proprio sulle nostre differenze. Ma dobbiamo ricordare le parole che sono state scritte dal poeta Saadi, tanti anni fa: “I figli di Adamo sono membra l’uno dell’altro, essendo stati creati in un’unica essenza”. L’avvento di una nuova stagione ci aiuta a ricordare questa preziosa umanità che noi tutti condividiamo. E possiamo ancora una volta invocare questo spirito, poiché cerchiamo la promessa di un nuovo inizio.

Grazie, e Eid-eh Shoma Mobarak (Felice anno nuovo).

20 marzo 2009

Lo sciopero del 18 marzo a Milano

mercoledì, 18 marzo 2009

18 marzo 2009, sciopero di tutti i settori della conoscenza.

L’audio che potete ascoltare è un esempio di come la redazione di RadioItsos potrà lavorare anche su fatti e avvenimenti di cronaca.
Per questa volta le interviste le ho realizzate io, la prossima … toccherà a voi.
Il Prof.

 
icon for podpress  RadioItsos - Lo sciopero del 18 marzo a Milano dei lavoratori della conoscenza. [18:08m]: Play Now | Play in Popup | Download

8 marzo: giornata internazionale della donna

sabato, 7 marzo 2009

Per le ragazze della Prima G

Roses of smoke from Gaza

lunedì, 29 dicembre 2008

C’è chi ha i missili e …

mercoledì, 17 dicembre 2008

Attentato in India

venerdì, 28 novembre 2008

Roma, 27 nov. – (Adnkronos/Aki) – Dietro ai sanguinosi attentati di ieri sera nella città indiana di Mumbai si nasconde quasi sicuremente al-Qaeda. Ne è convinto il noto giornalista e scrittore pakistano Ahmed Rashid. In un’intervista rilasciata ad AKI-ADNKRONOS INTERNATIONAL mentre si trova a Roma per lanciare il suo ultimo libro, ‘Caos Asia‘, Rashid afferma che “tutte le caratteristiche di questi attacchi sembrano rimandare ad al-Qaeda. Si tratta di un gruppo molto ben addestrato e gli attacchi multipli sono stati coordinati estremamente bene”. Inoltre, aggiunge, “tutti gli attentatori erano chiaramente preparati a morire. Si è trattato sicuramente del tipo più sofisticato di attentato mai visto in India finora. In passato abbiamo assistito ad altri attacchi, ma si trattava di operazioni amatoriali rispetto a questa”. Secondo Rashid, è significativo che il principale obiettivo degli attentatori fossero gli stranieri: “Non penso che le cose siano mai andate così nel caso di esplosioni e attacchi terroristici locali – spiega – E’ la prima volta che degli stranieri vengono presi di mira in questo modo”.

Rashid ritiene che gli estremisti stiano usando il terrorismo per “creare una crisi” tra India e Pakistan, in modo che l’esercito pakistano venga distolto dalle sue battaglie lungo il confine afghano. E non risparmia critiche all’intelligence indiana, che non si è dimostrata efficiente contro gli attacchi terroristici, riferendo di “critiche tra i media indiani e l’opinione pubblica del paese per il vuoto di sicurezza”. Guardando infine al futuro, il giornalista afferma che “è possibile che ci siano nuovi attacchi in Pakistan, Afghanistan e India, siamo in un periodo molto critico”.

L’ultimo libro di Rashid affronta il tema del precario equilibrio dell’Asia centrale, regione che comprende Pakistan, Afghanistan, Iran, Iraq e le piccole repubbliche nate dalla dissoluzione dell’impero sovietico. In India e Pakistan il libro ha scalato le classifiche di vendita, ma l’autore teme la reazione dei militanti. “Molte persone saranno interessate a leggere il libro, ma è evidente che non piacerà agli estremisti. Lo hanno già condannato molto duramente, soprattutto in Pakistan”. Uno dei precedenti libri di Rashid, ‘Talebani: Islam militante, petrolio e fondamentalismo in Asia centrale‘, uscito nel 2002, è stato tradotto in 22 lingue ed è stato tra i bestseller del ‘New York Times‘.

OBAMA PRESIDENTE USA

venerdì, 21 novembre 2008

UN PAESE DOVE TUTTO E’ POSSIBILE

If there is anyone out there who still doubts that America is a place where all things are possible; who still wonders if the dream of our founders is alive in our time; who still questions the power of our democracy, tonight is your answer.

It’s the answer told by lines that stretched around schools and churches in numbers this nation has never seen; by people who waited three hours and four hours, many for the very first time in their lives, because they believed that this time must be different; that their voice could be that difference.

It’s the answer spoken by young and old, rich and poor, Democrat and Republican, black, white, Latino, Asian, Native American, gay, straight, disabled and not disabled – Americans who sent a message to the world that we have never been a collection of Red States and Blue States: we are, and always will be, the United States of America.

It’s the answer that led those who have been told for so long by so many to be cynical, and fearful, and doubtful of what we can achieve to put their hands on the arc of history and bend it once more toward the hope of a better day.

It’s been a long time coming, but tonight, because of what we did on this day, in this election, at this defining moment, change has come to America.

Traduzione di Lorenzo Balzi, Prima G.

Se c’è qualcuno là fuori che dubita ancora che l’America sia un posto dove tutto è possibile; che ancora si chiede se il sogno dei nostri Padri Fondatori sia vivo ai nostri tempi; che dubita ancora del potere della democrazia, stasera è la vostra risposta.

È la risposta data da code di persone che si snodano per scuole e Chiese [ndr, in USA anche molte Chiese sono seggi elettorali, come quella dell’Arizona dove è andato a votare il sen. John McCain] in numeri che questa Nazione non ha mia visto; [è la risposta data] da persone che hanno aspettato 3, anche 4 ore, molti per la prima volta nella loro vita, perché hanno creduto che questa volta doveva essere diverso; che la loro voce doveva essere quella diversità.

È la risposta data da vecchi e giovani, ricchi e poveri, Democratici e Repubblicani, neri, bianchi, Latino-americani, gay, etero, disabili e non disabili – È l’America che ha voluto mandare un messaggio al mondo: noi non siamo mai stati una collezione di Stati Rossi e Stati Blu; noi siamo, e saremo, gli Stati Uniti d’America.

È la risposta che ha guidato chi era stato sempre consigliato da così tanti di essere cinico e pauroso, e di dubitare di cosa si possa raggiungere mettendo mano alla storia e guidarla alla speranza di un nuovo giorno.

C’è voluto molto tempo, ma stasera, grazie a quella che abbiamo fatto oggi, in queste elezioni, in questo preciso momento, il cambiamento è arrivato in America.